Ingenium Dicembre 2007

Articoli de “Ingenium ” di  Dicembre/2007
Osservatorio di S. Erasmo: Storia di un mito

Tonino Scacciafratte

Pres. A.T.A.M.B.

Il calendario datava l’anno 1965 quando alcuni amici, che dai primi anni del dopoguerra si ritrovavano a passare la notte sulle montagne di Cesi ad osservare le stelle con un piccolo telescopio autocostruito, decidevano di costruire un osservatorio astronomico vero e proprio e di una certa elevatura. Per quei tempi era un’impresa ardua (nel centro Italia erano operativi solo gli osservatori di Roma, Firenze e Campo Imperatore), ma i nostri amici, quattro per l’esattezza e cioè Paolo Bellelli (medico), Carlo Cipolla (farmacista), Marcello Bianchi (professore) e Renato Facchini (capo tecnico), non si impaurivano, e ottenuto un fazzoletto di terra dal Comune di Terni, senza luce né acqua, con le loro sole forze economiche e professionali, iniziavano a realizzare quello che per tanti lustri è stato un punto di riferimento per l’osservazione della volta celeste dei ternani e non solo. Il punto scelto, in località Penne di S. Andrea, non era proprio eccezionale: l’inquinamento luminoso di Terni colorava di striature pallido arancione una buona fetta del cielo, ma era raggiungibile dalla città con un solo quarto d’ora di macchina, e comunque i suoi quasi 700 mt. di altezza s.l.m., garantivano una buona visione della Via Lattea. Il primo telescopio installato nel nuovo osservatorio è proprio quello piccolino, un rifrattore da 120 mm. di diametro, con le ottiche acquistate dalla ditta Galileo di Firenze, e tutto il resto autocostruito da Renato e Marcello che cominciano a fare esperienza per uno più grande. Non dobbiamo aspettare molto. Nel 1972 viene inaugurato il telescopio riflettore con lo specchio principale di ben 400 mm. di diametro (un sogno per un astrofilo!), alloggiato in una cupola di 4 mt. di diametro, e asservito da un locale adiacente di 10 mq, per tavolo, sedie, biblioteca, attrezzature tecniche in genere. Il basamento e la struttura di supporto al tubo ottico, veniva realizzata in carpenteria metallica presso l’officina meccanica Paperoni; gli specchi vennero acquistati dal costruttore veneto Marcon; la cupola veniva realizzata da Bianchi e Facchini presso l’officina meccanica di Agostino Listanti. Il punto nevralgico però, era la parte meccanica, tanti e tanti ingranaggi che dovevano garantire una velocità di inseguimento della volta celeste molto precisa. A richiederlo in special modo è la realizzazione delle foto astronomiche a lunga posa: per garantire stelle puntiformi, la velocità di inseguimento deve essere esattamente uguale e contraria alla rotazione terrestre, Ed ecco allora all’opera con il suo tornio Renato Facchini che realizza un gioiello di precisione, portato ad esempio per decenni dalla comunità astronomica italiana. Inizia così il periodo più proficuo per osservare e fotografare gli oggetti celesti. Come una grande nube di gas che crea forze gravitazionali sul gas vicino e lo attira a se aumentando pressione e temperatura facendo nascere una stella, così a poco a poco altri appassionati e studenti si riuniscono regolarmente presso l’osservatorio a formare un gruppetto di persone, onorati di essere parte attiva del Gruppo Astrofili Ternani, il “G..A.T” appunto, che un notaio ternano aveva regolarizzato a tutti gli effetti. Qualche anno più tardi, con un cospicuo aiuto della Fondazione CARIT di Terni, veniva realizzato un nuovo tubo ottico: se ne fa carico Giovanni Bellelli e questa volta lo strumento si eleva in qualità sia dal punto di vista ottico che strumentale.
Da sinistra: G. Bellelli, R. Facchini, M. Bianchi.Un valido aiuto viene dato anche da altri astrofili come Saverio Lombardi, Ferdinando Antonelli, Massimiliano Beltrame, Gabriele Ghione e Stefano Patacchia, ognuno per il proprio campo di competenza tecnica. Il telescopio adesso è piu versatile e può essere usato sia in configurazione Newton che Cassegrain in base all’oggetto che si vuole osservare. L’osservatorio prende vita: sempre più gente si affaccia all’ingresso a chiedere se è possibile poggiare l’occhio all’oculare del famoso telescopio, e la cupola riecheggia dalle tante esclamazioni di stupore. Sono forse i discendenti di quei Celti che 4000 anni prima si riunivano a Torre Maggiore nel solstizio d’estate a vedere il timone del Carro Maggiore riflesso perpendicolarmente in un catino d’acqua? Oppure, a richiamare l’attenzione del pubblico, è il passaggio della cometa di turno, che sfiorando la Terra, accarezza con la sua orbita il Sole e riprende il suo lungo viaggio per ritornare in quelle gelide desolazioni ben oltre il sistema solare? O le stelle cadenti di agosto che lasciando delle luminose scie in cielo sublimano insieme ai tanti desideri detti a bocca chiusa? L’osservatorio prende un’anima e diventa il punto di riferimento per le scienze astronomiche di appassionati, curiosi, insegnanti, scolari e cittadini tutti e una frase ricorrente è: “…beh, allora annamo a vedè su all’osservatorio de Santo Rasimu!” Poi, come un meteorite che cade all’improvviso provocando ingenti danni, una colonna di questo gruppo viene a mancare: Paolo Bellelli, l’ispiratore del gruppo, a soli 70 anni, lascia per sempre i suoi amici.. E’ il 1973, il suo posto viene preso da suo fratello Giovanni e da questo momento l’osservatorio assumerà la denominazione: “Osservatorio Astronomico di S. Erasmo Paolo Bellelli”. Gli anni passano per tutti ed anche i nostri amici cominciano ad avere qualche acciacco, la cupola dell’osservatorio si apre sempre più di rado, dei vandali si divertono con la recinzione, la struttura abbisogna di riparazioni e quindi i proprietari decidono di donare la loro creatura al comune di Terni, con la clausola che altri appassionati continuino la loro opera di divulgazione. Questa decisione che era nell’aria da parecchio tempo, si concretizza nel momento in cui un gruppo di astrofili che da molti anni conduceva ricerche di asteroidi presso l’osservatorio astronomico di S. Lucia di Stroncone (di proprietà del sig. Antonio Vagnozzi, discepolo di Facchini Renato) partorisce l’A.T.A M.B (Associazione Ternana Astrofili Massimiliano Beltrame) e che possiede tutte le carte in regola per far rifiorire l’osservatorio. L’assessorato all’Ambiente del Comune di Terni, interferisce positivamente presso la Regione Umbra e vengono stanziati dei fondi per le prime opere di manutenzione della struttura. Il 10 Novembre del 2006, in presenza di numerose autorità, il Sindaco di Terni Onor. Raffaelli taglia il nastro per l’inaugurazione. I più emozionati sono indubbiamente Renato e Marcello; Giovanni è impossibilitato per malattia a presenziare e Carlo Cipolla, che tanto ha fatto per questo osservatorio è venuto a mancare pochi mesi prima. Il suo nome, comunque, continuerà ad essere presente nel firmamento, perchè a lui è stato intitolato un asteroide, tra i tanti scoperti dall’osservatorio di S Lucia di Stroncone: è l’asteroide N° 11600 che continuerà a girare in un’orbita tra Marte e Giove per altri diciamo…..5 miliardi di anni, ovvero fin che esisterà il sistema solare!. Anche a Renato Facchini è stato intitolato un asteroide: si tratta del N° 11142, scoperto da Silvano Casulli (osservatorio astronomico di Borbona). “Vedi, è qui che sto realizzando una vite senza fine…” mi spiega Marcello Bianchi mentre mi guida verso il suo tornio appena fuori dalla sua abitazione alle pendici di Monte Maggiore, dove ha installato un suo telescopio di 300 mm, a testimonianza di una passione senza limiti. E non è da meno Renato Facchini, dall’alto dei suoi 90 anni portati magnificamente, se non fosse per problemi visivi che lo costringono a una vita pressochè sedentaria, riferendosi ad una richiesta di visita di una scuola: “..se potessi -mi diceva sospirando- su all’osservatorio avrei potuto portarceli adesso io!!”